La storia infinita dell’origine degli scacchi

Scrivo il presente articolo prendendo spunto da una discussione avuta un mese fa circa sul noto social network facebook in un gruppo di fan di un notissimo storico, volto noto della tv di Stato.A scatenare la detta discussione un mio post nel quale ho rappresentato la mia delusione per la breve nota di intervento del medesimo storico in relazione all’origine degli scacchi in una puntata di Superquark.Il detto Professore sosteneva che il gioco degli scacchi sia di origine indiana.Ebbene questa e’ la vulgata piu’ diffusa ma in realtà i ritrovamenti archeologici dicono ben altro.

Brevemente mi soffermo sui ritrovamenti di Tepe Gawra in Iraq che riguardano varie serie di figurine che sono state associate alla possibilità che siano dei pezzi di un gioco proto-scacchistico. Le dette figurine avrebbero una datazione risalente a circa il 3000 a.C. e hanno origine sumera (Mesopotamia, Asia Minore, ben distante dall’India e dalla Cina).Purtroppo non sappiamo su quale supporto fossero poste queste figure, non conosciamo cioe’ se si muovessero su una scacchiera o altro tipo di tavoliere o se invece fossero equivalenti ai nostri soldatini o fossero delle figurine per rituali religiosi.Di certo avevano varia foggia spesso molto elementare, bastando a cio’ vedere le fotografie che si ritrovano sul web.Invece vorrei soffermarmi un po’ di piu’ su un affresco che si trova nella tomba della principessa Nefertari. 

Non so se qualcuno si sia soffermato bene su quell’affresco ma qualcosa non torna o meglio torna se non si crede alla vulgata principale.Tutti ritengono che la principessa sia stata ritratta mentre gioca al senet.Ma chiedo a voi lettori: avete mai visto il senet? le tavolette egizie che sono state ritrovate per il gioco del senet hanno dimensioni minime e le figurine sono piuttosto piccole ed allora chiedo a Voi: che bisogno avrebbe avuto il pittore di disegnare un tavolo enorme con pezzi grandi di foggia diversa e ben in vista, di differente colore e di collocare Nefertari seduta dinanzi ad esso nell’atto di muovere un pezzo come farebbe qualsiasi fotografo con un giocatore di scacchi?

Se Nefertari avesse giocato a senet sarebbe stata di fronte ad una tavoletta che teneva sulle gambe o su un tavolino piccolo viste le dimensioni ridotte e sicuramente avrebbe agitato in mano o sarebbe stato disegnato un dado perche’ a senet pare si giocasse coi dadi e invece nella raffigurazione il dado non c’e’.E allora una spiegazione viene naturale: Nefertari non stava giocando a senet ma a scacchi o a qualcosa di molto simile agli scacchi.Percio’ in virtu’ proprio di quel ritratto si puo’ affermare con buona dose di certezza che gli scacchi o un suo antenato si giocava sicuramente in Egitto già nel 1200 a.C. ben prima di qualsiasi ashtapada, chatranga, chaturanga e chissà che altro gioco indiano e pertanto abbiano una origine mediterranea e non orientale.

Che poi questi giochi indiani possano essere evoluzione di quello giocato dai sumeri prima o dagli egizi poi perché giunto in India attraverso la via della Seta è altamente probabile ma ha le stesse identiche probabilità che il gioco cinese del Siang Ki sia giunto in India e li’ si sia evoluto nei giochi su indicati.Del resto all’affresco sita nella camera sepolcrale di Nefertari si aggiunge anche un altro ritrovamento, molto piu’ tardo, all’interno di una villa romana i cui resti sono a Butrinto in Albania.

Ebbene all’interno di questa villa è stato ritrovato un pezzo che inequivocabilmente raffigura un re degli scacchi. Il detto pezzo e’ datato intorno al 400 d.C. vale a dire duecento anni prima che Kushraw II (Sha’ di Persia- che comunque non e’ India ma Asia Minore) chiedesse a Sissa di trovargli qualcosa per passare il tempo e lui gli portò gli scacchi.E nello stesso periodo, piu’ o meno  tra il 300 ed il 400 d.C., alcuni storici romani come Flavio VopiscoAmbrogio Teodosio Macrobio(nei suoi Saturnalia), scrivono dell’esistenza di diversi giochi ed in alcuni di essi  questi autori dicono che si usavano i dadi e i giocatori erano denominati aleatores e in altri si usava solo la pura intelligenza e i giocatori di tali giochi erano denominati tesserari.Percio’ anche queste attestazioni fanno propendere o almeno supporre per una origine piu’ mediterranea che orientale dei primi giochi di scacchi ed antecedente alla data di origine indiana.

Ciò non escluderebbe pero’ una parallela origine di giochi simili in estremo oriente e magari una loro successiva sintesi nella versione indiana che, forse per la sua migliore composizione o piu’ affascinante definizione,gli indiani erano maestri nell’intagliare il legno, la giada e altri minerali o pietre preziose, è divenuta quella che noi conosciamo come gioco degli scacchi da cui poi discendono con diverse modifiche ed adattamenti gli scacchi moderni.

Con questo ho concluso e mi auguro che quanto scritto sebbene sia una opinione personale sia di spunto per una discussione piu’ profonda in ordine all’origine del gioco degli scacchi.

Buoni scacchi a tutti!

Gherardo Maria Gismondi